Ristrutturazioni nel Sinai: l’esperienza di Carla, fondatrice di DreamHome

Parliamo con Carla Fuochi, fondatrice di DreamHome, che ci racconta le sfide e le lezioni apprese durante i suoi progetti di ristrutturazione nella penisola del Sinai.

D: Carla, quali sono le principali difficoltà nel ristrutturare una casa in questa zona?

Carla: Il lavoro di ristrutturazione è spesso più complesso di quanto sembri. Cercare di accontentare sempre il cliente può trasformarsi, durante l’esecuzione e anche dopo, in un’arma a doppio taglio, soprattutto qui nel Sinai. Un altro grande problema riguarda la scelta della persona che realizzerà il lavoro. È una decisione da prendere con estrema attenzione, perché il risultato finale può comportare una serie di problematiche: alcune risolvibili con spese aggiuntive, altre che richiedono di rifare completamente ciò che è stato fatto.

D: Hai avuto esperienze dirette che ti hanno insegnato queste cose?

Carla: Assolutamente sì. Mi è successo più volte di quanto possiate immaginare, e non potete sapere quanto denaro questi errori di valutazione mi siano costati. Ho perso in un senso, ma ho guadagnato in esperienza. Passo dopo passo, anno dopo anno, ho imparato moltissimo.

D: Qual è il rischio più grande quando ci si affida alla persona sbagliata?

Carla: Il rischio è credere che qualsiasi richiesta possa essere realizzata senza problemi. Diffidate sempre di chi dice “sì a tutto”. Capisco quanto sia gratificante vedere le proprie idee accolte e sentirsi perfettamente in sintonia con uno spazio: è normale e umano. Ma quando il lavoro è finito, spesso scoprirete che molte cose non corrispondono a quanto richiesto, e i presunti professionisti inizieranno a giustificarsi con scuse, come se non lo sapessero già dall’inizio.

D: Quali sono i problemi più frequenti che si riscontrano?

Carla: Alcuni dei più comuni includono: pareti storte, fessure tra pareti e tetto con infiltrazioni di umidità e crepe continue, tetti con materiali isolanti che si staccano dopo la prima pioggia, perdite da scarichi, lavandini o flessibili, piastrelle che si muovono perché le fughe sono vuote, legno di scarsa qualità che si gonfia o si scrosta rapidamente.Proseguire sarebbe superfluo: chi ha esperienza in ristrutturazioni sa bene di cosa sto parlando.

D: Quindi sentirsi dire “no, questo non si può fare” è positivo?

Carla: Sì, assolutamente. Non è una delusione, ma una vera benedizione. Significa poter creare insieme qualcosa di migliore, con professionalità, evitando errori costosi e frustranti. Ogni progetto insegna quanto sia fondamentale affidarsi a chi conosce davvero il mestiere, soprattutto in contesti complessi come il Sinai. me lo traduci in inglese